[Project] Letizia – Story of unseen lives

[Letizia – A Story of Unseen Lives]
Letizia was born 32 years ago in Lecce. Lacking of oxygen during childbirth caused. cerebral palsy. She has a spastic quadriplegia. When she was 5, she moved with her parents to Monterotondo, near Rome, to get more cutting-edge treatments. As she attends high school, she develops a passion for computer. “I took a degree as a tourist technician”, she says, “I had nice friends at school, my school-mates were so close to me and helped me a lot”. She needs the wheelchair, she cannot speak and has no control of her body. What she controls best is the head, with which she activates sensors. “It wasn’t always easy to communicate, especially with those who did not understand my language, that is made of looks and nods of the head. Many gave up trying to understand me.” Eventually she comes to the Socio-Educational Daily Centre for disabled people of the territory, where she currently works in the Social Secretary. “Me and my colleagues are a nice team, where everybody respects everyone else’s times”. Letizia wants her story to be an inspiration and food for thought: “The ETRAN is now being used to help those who cannot speak like me. It is a board which widens communication potential through eye movement.” Up to that moment, one could only guess what she meant, interpreting her looks. But now, Letizia can speak her mind. The quality of her life is constantly evolving. Disabled people are often identified with their own disability. Letizia exposes this social blindness. She is a young woman living her life, doing everything that she possibly can and, sometimes, even more.

Letizia è nata 32 anni fa in provincia di Lecce. La mancanza di ossigeno durante il parto le induce la paralisi cerebrale. Ha una tetra paresi spastica. Quando ha 5 anni i genitori decidono di trasferirsi a Monterotondo, vicino Roma, per trovare cure più all’avanguardia. Frequenta le scuole superiori, si appassiona all’uso del computer. “Mi sono diplomata come tecnico per il turismo” racconta “a scuola avevo delle belle amicizie, i miei compagni mi stavano vicini e mi aiutavano”. E’ costretta alla carrozzina, non riesce a parlare e non ha tenuta del corpo, la parte del corpo che controlla meglio è il capo e con quello manovra dei sensori. “Non è stato sempre facile comunicare, soprattutto con coloro che non capivano la mia lingua, che è fatta di sguardi e cenni del capo. Molti rinunciavano a comprendermi”. Poi, arriva al Centro diurno Socio Educativo per persone con disabilità del territorio, in cui oggi lavora nella segreteria sociale “Con i miei colleghi abbiamo costituito un buon gruppo dove ognuno rispetta i tempi dell’altro”. Letizia vuole che la sua storia sia da stimolo e spunto di riflessione “per aiutare coloro che non riuscivano a parlare come me si è iniziato ad usare l’e-tran, un pannello che amplifica le possibilità di comunicazione utilizzando il movimento degli occhi”. Fino a quel momento si andava per tentativi, interpretando il suo sguardo. Adesso, però, Letizia può comunicare il suo pensiero. La qualità della sua vita è in continua evoluzione. Spesso la persona disabile viene identificata con la sua disabilità. Letizia è la dimostrazione di questa cecità sociale; è una giovane donna che vive la sua vita facendo tutto ciò che le è possibile e, a volte, anche di più.

 

– 1st place at Tokyo International Fotography Awards – TIFA (Editorial: Personality)
– Grand Prix at Andrei Stenin International Press Photo Contest, contest under the patronage of Unesco
– 1st place at Andrei Stenin International Press Photo Contest, contest under the patronage of Unesco (Portrait. A Hero of Our Time)
– 1st place at Moscow International Fotography Awards – MIFA (Editorial: Personality)
– 2nd place at Moscow International Fotography Awards – MIFA (Editorial non-professional)